Expo, al biomed arriva il Gal dei Sicani

Expo, al biomed arriva il Gal dei Sicani

All’Expo di Milano è l’ora dei Sicani. Da oggi al nove agosto il Distretto rurale di qualità dei Sicani sarà protagonista all’interno del Cluster Bio-Mediterraneo, la sezione dell’immensa esposizione europea dedicata alle varietà alimentari, culturali ed artistiche dei paesi che si affacciano sul Mare nostrum. Il marchio ideato dal GAL (Gruppo Azione Locale) dei Sicani, che racchiude le realtà e le eccellenze produttive di 32 Comuni uniti dall’esigenza di far rete,  mostrerà ai visitatori curiosi di conoscere le specialità provenienti da ogni parte del mondo, le eccellenze degli alimenti e dei prodotti del ricco entroterra siciliano. Quello del Distretto rurale di qualità dei Sicani è un progetto di integrazione e collaborazione che unisce i Comuni partecipanti non solo nell’intento di avviare attività di servizio rivolte allo sviluppo turistico, al miglioramento delle produzioni agricole, agroalimentari e dell’artigianato, ma anche al rafforzamento del legame tra il territorio – inteso come insieme delle risorse istituzionali, umane, culturali, ambientali, storico-artistiche – ed i suoi prodotti, creando un racconto unico intorno ad una terra così ricca di diversità che, dal mare africano di Cattolica Eraclea e Realmonte, si estende ai Monti Sicani, tra i confini amministrativi delle province di Agrigento e Palermo.

Quello dei Sicani è un territorio diversificato capace di raccontarsi attraverso una notevole varietà di esperienze paesaggistiche e produttive. Tutti potranno assaporare i gusti dei Sicani attraverso i ricchi “Schiticchi”, che puntano principalmente sulle sfiziose dolcezze della tradizione proposte dal Maestro pasticciere Giuseppe Colletti: biscotti artigianali, succo di arancia, miele, confetture di mandarino, cassata, crema di pistacchio e crema di ricotta. L’elenco dei piatti di rappresentanza in viaggio verso Expo non dimentica certo altri prodotti tipici della Sicilia: durante lo Show Cooking del Master chef Salvo Paolo Mangiapane, fiduciario della Slow Food, verranno proposti, tra i tanti piatti, il caciocavallo “di Vacca Modicana” in crosta di pistacchio su caponatina di melenzane o la tradizionale minestra fritta diffusa soprattutto nelle aree solfifere siciliane chiamata “pitirri” al profumo di finocchietto, pomodori a “picchi pacchi” e scaglie di tuma persa. Immancabili le pesche di Bivona, in versione caramellata ripiene di tuma e croccante di frutta secca. Ed infine il gelato rigorosamente al pistacchio della Valle del Platani.

Ad Expo verranno proposti assaggi delle sublimi paste di mandorla e pistacchio della Valle del Platani, prodotti nel territorio di Sant’Angelo Muxaro, San Biagio Platani, Alessandria e Cianciana. Una fetta di Sicilia incontaminata in mostra nel padiglione del Cluster Bio Mediterraneo, dove sarà possibile scoprire gli antichi sapori, i profumi della cucina locale, la genuinità dei piatti tipici legati alle tradizioni popolari e ad un territorio ancora incontaminato: la “cipolla busaccchinara” di Bisacquino, la “vastedda” e il ficodindia di S. Margherita Belice, il “maccu” di Raffadali o ricette come quelle della “Ranza e Sciura” di Chiusa Sclafani, un prodotto da forno simile allo sfincione composto da due strati di pane arricchiti di olio extravergine d’oliva, maggiorana, sarde salate e caciocavallo. E come dimenticare il pane caldo “cunzato” rigorosamente con sale, pepe e olio extravergine di oliva ottenuto dalla miscela di olive delle varietà “Nocellara del Belice”, “Cerasuola”, “Biancolilla”, “Murtiddrara” e “Passulunara”, la cui tecnica di estrazione a freddo consente di conservare gli odori dell’oliva fresca, dal sapore armonico e delicato, leggermente speziato e piacevolmente piccante, idoneo su pietanze delicate e negli impieghi a crudo.

Non solo degustazioni ma anche laboratori: durante le preparazioni a cura della Scuola Alberghiera dell’Istituto di Istruzione Superiore “Luigi Pirandello” di Bivona, il pubblico oltre ad assaggiare potrà essere coinvolto nella realizzazione dei piatti tipici, tra le caponate, i panini con panelle, i cavatelli alla agrigentina, il cosciotto d’agnello dei Monti Sicani, granite al limone e cannolo scomposto.

Saranno tanti gli attori del territorio che in veste di testimoni e pionieri turistici racconteranno cosa c’è da scoprire nell’area Sicana: Pierfilippo Spoto, con la collaborazione di Vincenzo Spataro, in rappresentanza della “Val di Kam” e Giuseppe Adamo in rappresentanza della Pro loco di Santo Stefano Quisquina, spiegheranno la loro attività di promozione e animazione territoriale lungo i percorsi di turismo relazionale e gli “Itinerari naturalistico – religiosi” che dai boschi eremitici della Quisquina abbracciano sentieri che arrivano nel palermitano. Ad alternarsi nei vari giorni della settimana dedicata al Distretto rurale di qualità dei Sicani, ci saranno anche Rito Compilato e Giuseppe Pistone in rappresentanza dell’Associazione turistica “Proposita”; Nicola Granà per l’”Associazione Nuove Idee”; Gori Sparacino in rappresentanza dell’associazione “Strade del vino – Terre Sicane”; Livio Caruso interverrà per parlare de “Les Voyages de la Connaissance“, progetto di cooperazione transfrontaliera Italia-Tunisia 2007/2013; Costanza Trevisan in rappresentanza dell’azienda agricola Luna Sicana; Giuseppe Gullo e Saverio Cudia in rappresentanza dell’associazione turistico-culturale “Sentieri Sostenibili”. Uno spaccato letterario della Sicilia sarà raccontato grazie alla presentazione del libro Sicily my Love di Enzo Randazzo: il romanzo, che si snoda tra ambientazione realistica e mitiche irruzioni di poeti e divinità, è un inno alle bellezze naturali della Sicilia, ai suoi valori ed ai suoi ideali di laboriosità, generosità, ospitalità e solidarietà. Le pagine forniscono una vera e propria antologia del rapporto tra letteratura e cibo che contraddistingue tanti capitoli della narrativa antica, moderna e contemporanea. La musica siciliana sarà invece rappresentata con le note del gruppo “Ncurunati”, in scena con lo spettacolo “Alma di Sicilia”, un racconto simbolico nella forma del “cuntu” dei cantastorie siciliani, tra canti popolari dei Sicani e le canzoni di Rosa Balistreri.

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