Il mandamento di Corleone: Messina Denaro non può essere il capo

Il mandamento di Corleone: Messina Denaro non può essere il capo

“Questo Messina Denaro non può essere mai il capo, perché uno di fuori la provincia… deve essere la città più grande che c’è nella Sicilia ed hanno il capo”. E poi ancora: “È difficile che fa il capo di tutti, questo mi raccontava Chinuzzo (alias, Rosario Lo Bue, ndr) ieri sera”. La critica nei confronti di Messina Denaro riguarderebbe in particolare la scelta di avere messo Leo Sutera a capo della famiglia di Sambica di Sicilia. “Non è che piccolo Sambuca… un paese pure grosso è – diceva Di Marco, intercettato dai carabinieri del Gruppo Monreale -… dico l’hanno messo fra le mani a questi quattro babbi… di Santa Margherita… bah cose da pazzi”. Scianni: “Messina… ora quello i vecchi gli davano tutto questo potere… ora Totò gli dava tutto questo spazio a Santa Margherita”. Scianni aveva un’idea precisa su come funzionassero le cose: “Messina Denaro non può essere il capo, perché uno di fuori la provincia, deve essere la città più grande che c’è nella Sicilia ed hanno il capo… è difficile che fa il capo di tutti”. E poi i due boss si lasciavano andare anche commentando le operazioni volte alla sua cattura: “Ma quello non lo sanno dov’è?…. Per adesso non gli è servito ma.. come stringono il cerchio hai voglia…Ora gli hanno arrestato a sua sorella, parenti perciò già significa che loro…”.

 

Nella foto distribuita dall'ufficio stamp ail 27 marzo 2014 l'ultimo identikit del capomafia trapanese Matteo Messina Denaro, latitante ormai dal 1993. Il Gico della Guardia di Finanza l'ha elaborato al computer grazie alle descrizioni fornite da un confidente che, recentemente, ha incontrato il boss di Castelvetrano. ANSA/UFFICIO STAMPA GUARDIA DI FINANZA +++NO SALES - EDITORIAL USE ONLY+++

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