La scala di ferro, Georges Simenon

La scala di ferro, Georges Simenon

fe86631cf33b556c6a100ec4fd1a5970_w600_h_mw_mh_cs_cx_cy[1]“Hai ucciso tuo marito perché volevi me, e io l’ho sempre saputo… Non ti ho detto niente. Perché ti amavo… Ho vissuto qui, con te, per quindici anni. Abbiamo fatto di tutto perché i nostri due corpi non fossero che un corpo solo, perché la tua saliva fosse la mia, perché il tuo odore e il mio odore fossero il nostro odore… Adesso stai uccidendo me, è venuto il mio turno”: questo vorrebbe gridare Étienne Lomel alla moglie Louise, che lui sospetta di desiderare un altro uomo e di avvelenarlo lentamente. Chiuso nella sua stanza, collegata da una scala di ferro alla cartoleria che lei ha ereditato dal marito, Étienne comincia a spiarla, ad ascoltare le sue telefonate, a cercare delle prove…

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