Bisacquino, assolto militare che aveva in auto tre caricatori

Il 4 ottobre 2014, nel corso di un posto di blocco, i Carabinieri di Bisacquino trovarono nella sua auto tre caricatori da trenta colpi

Bisacquino, assolto militare che aveva in auto tre caricatori

E’ stato assolto dopo due anni di indagini preliminari Domenico Miceli (di Roccamena), militare dell’esercito in servizio a Trapani. Ad assolverlo il giudice Giudice per le Indagini Preliminari Stefania Galli, su richiesta del Pubblico Ministero e degli avvocati Francesca Fucaloro e Salvino Caputo perche’ il fatto non sussiste.

Il 4 ottobre 2014, nel corso di un posto di blocco, i Carabinieri di Bisacquino trovarono nella sua auto tre caricatori da trenta colpi, per fucile, privi di munizioni, ritenendoli componenti di arma da guerra. Miceli, militare impegnato in missioni all’estero, era stato denunciato a piede libero per introduzione in territorio italiano di armi da guerra e per avere detenuto materiale bellico delle Forze Armate senza che lo stesso fosse stato declassificato.  Oltre alla Procura di Termini Imerese, anche il Tribunale Militare di Napoli aveva convalidato il sequestro e sottoposto a indagini Miceli. Il militare, nel frattempo, era stato sospeso dal servizio.

Il Tar del Lazio su richiesta degli avvocati Caputo e Fucaloro aveva reintegrato provvisoriamente Miceli in attesa della decisione del Tribunale di Termini. Intanto venivano svolte tre perizie per stabilire la provenienza delle armi e per stabilire se si trattava di armi da guerra o utilizzabili in campo civile o sportivo. La difesa di Miceli ha dimostrato che questi caricatori sono acquistabili attraverso siti specializzati o venduti liberamente nelle fiere militari. Oggi il giudice ha assolto il militare, disponendo la restituzione dei caricatori e obbligandolo a adeguarli alle nuove normative in tema di armi.

 

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