Mafia nel corleonese, la parola all’avvocato: I miei assistiti non sono mafiosi

L'avv. Antonio Di Lorenzo assiste i due Salvatore Pellitteri, Vincenzo e Roberto Pellitteri e Pietro Pollichino.

Mafia nel corleonese, la parola all’avvocato: I miei assistiti non sono mafiosi

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato un articolo in cui mettevamo a conoscenza i nostri lettori della richiesta di condanna da parte della procura di Palermo nei confronti di alcuni presunti esponenti della mafia del corleonese.
A tal proposito, consideriamo particolarmente interessante pubblicare anche il punto di vista dell’avvocato corleonese Antonio Di Lorenzo, il quale si occupa dell’assistenza dei due Salvatore Pellitteri, di Vincenzo e Roberto Pellitteri e di Pietro Pollichino.
Il legale fa sapere che l’obiettivo principale della difesa è quello di far cadere innanzitutto le accuse oppure snaturare il capo d’imputazione il 416 bis, cioè l’associazione di tipo mafioso, convertendolo magari in un 416 semplice.
Secondo l’avv. Di Lorenzo, infatti, i Pellitteri così come Pollichino, si troverebbero coinvolti in una vicenda che poco si sposa con Cosa Nostra. «Sono soggetti che probabilmente hanno commesso degli errori, magari penalmente rilevanti, ma da qui a dire che fanno parte di una nuova famiglia o che rappresentano il territorio c’è di mezzo il mare», dichiara.
La difesa cercherà di mettere in evidenza la debolezza dell’accusa in relazione al capo d’imputazione, facendo leva su alcuni aspetti: la pochezza delle intercettazioni, la mancanza di collaboratori e/o pentiti, e comunque l’assenza di riscontri tali da poter consentire al Giudice di valutare i fatti al di là di ogni ragionevole dubbio. L’avvocato, inoltre, ricorda che gli imputati sono da considerarsi non colpevoli fino a sentenza definitiva per via della presunzione di innocenza. La discussione dell’avvocato Di Lorenzo è fissata per il 19 dicembre.

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