Sintesi misura 4.2

Sintesi concessa dal GAL SICANI

Sintesi misura 4.2

OBIETTIVI

L’intervento previsto dalla sottomisura 4.2 mira alla ristrutturazione ed all’ammodernamento del sistema produttivo aziendale e agroalimentare, orientato al miglioramento del rendimento economico delle attività e al riposizionamento delle imprese sui mercati.

Tale obiettivo è perseguito attraverso la realizzazione di investimenti volti allo sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologie, al miglioramento della qualità, alla prevenzione degli impatti negativi delle attività economiche sulle risorse naturali con particolare riguardo al risparmio idrico ed energetico e alla sostenibilità ambientale. Per rafforzare il tessuto agroalimentare, saranno sostenuti interventi nelle fasi della lavorazione, trasformazione e commercializzazione,

Attraverso la sottomisura, si interviene sulla concentrazione dell’offerta per abbattere i costi di commercializzazione e si incentivano interventi di integrazione verticale, finalizzati ad aumentare il valore aggiunto delle produzioni agro-alimentari ed il reddito dei produttori, anche attraverso investimenti per la logistica e l’utilizzo delle TIC.

La produzione agricola trasformata e commercializzata deve provenire prevalentemente da accordi e/o contratti di conferimento delle materie prime e/o dei prodotti semilavorati.

 

BENEFICIARI

I soggetti beneficiari degli interventi sono gli agricoltori singoli o associati, le persone fisiche o giuridiche, le PMI e grandi imprese

che svolgono attività di lavorazione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli di cui all’Allegato I del TFUE, in prodotti compresi nel medesimo Allegato

e di prodotti agricoli compresi nell’Allegato I del TFUE in prodotti non compresi nel medesimo Allegato.

L’appartenenza alla categoria delle PMI e grandi imprese deve essere certificata con apposita attestazione, a firma di un un revisore dei conti iscritto al registro dei revisori legali, di cui al D.lgs. n. 39/ 2010, nella quale devono essere riportati, in modo puntuale ed analitico, i parametri dimensionali dell’impresa richiedente, specificando se trattasi di impresa autonoma, associata o collegata.

Il calcolo della dimensione di ciascuna impresa dovrà essere effettuato sulla base delle indicazioni e degli allegati forniti dal D.M. del 18/04/2005 emanato dal Ministero delle Attività Produttive

Per la definizione di PMI si fa riferimento alla raccomandazione 2003/361/CE della Commissione e al predetto D.M. 18.04.2015.

In tutti i casi non potrà essere concesso il sostegno ad imprese in difficoltà, come definite all’articolo 2, paragrafo 18, del Regolamento (UE) N. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014.

Le società cooperative agricole di produzione e lavoro sono escluse dal sostegno della sottomisura 4.2., a meno che le stesse non prevedano per Statuto e/o Regolamento interno la lavorazione e/o trasformazione e/o commercializzazione delle produzioni agricole conferite dai soci.

Qualora i beneficiari siano anche produttori di materia prima agricola, questa deve rappresentare un quantitativo non superiore al 49% rispetto al totale della materia prima da lavorare e/o trasformare e/o commercializzare.

 

REQUISITI DI ACCESSO E CONDIZIONI DI AMMISSIBILITÀ

I requisiti e le condizioni di seguito indicate devono essere possedute da parte dei soggetti richiedenti all’atto della presentazione della domanda, pena l’inammissibilità della stessa.

  1. Redditività e capacità finanziaria adeguata alla sostenibilità dell’investimento, come di seguito specificata Per rispettare questo requisito l’impresa partecipante al bando deve dimostrare la propria redditività mediante apposito elaborato a firma di un revisore dei conti iscritto al registro dei revisori legali, di cui al D.lgs. n. 39/ 2010, redatto sulla base dei bilanci consuntivi relativi al triennio precedente la domanda d’aiuto ed aggregati secondo gli schemi riportati nel Piano Aziendale d’Investimento (PAI).
  2. Integrazione nella filiera agroalimentare. Per il rispetto del presente requisito, al fine di garantire il reddito degli imprenditori agricoli, quali primi componenti delle filiere produttive e di migliorare la competitività dei produttori primari integrandoli meglio nella filiera agroalimentare, l’impresa dovrà disporre di contratti e/o accordi con i produttori singoli ed associati per le materie prime e per i prodotti semilavorati, per una quota pari almeno al 51 % del prodotto totale da lavorare e/o trasformare e/o commercializzare di provenienza extra-aziendale.

Piano aziendale degli investimenti (PAI)

Il piano aziendale deve descrivere: • la situazione iniziale dell’impresa (descrizione del soggetto richiedente, localizzazione territoriale, dimensioni e caratteristiche geo-morfologiche dell’azienda, aspetti strutturali, aspetti occupazionali, prospettive di sviluppo, attività di trasformazione e commercializzazione) con l’indicazione della dotazione di strutture, impianti macchine ed attrezzature, con l’indicazione delle tecnologie, dei processi aziendali, delle produzioni ottenute); • l’individuazione degli obiettivi da raggiungere per assicurare lo sviluppo della impresa e delle azioni da attuare, per tappe essenziali, per il perseguimento degli stessi; • gli investimenti materiali ed immateriali da realizzare con il relativo cronoprogramma della realizzazione degli interventi programmati; • il piano economico ante e post intervento, con un dettagliato quadro finanziario, in cui verranno quantificate le risorse necessarie e le relative fonti di approvvigionamento per l’attuazione del piano.

Il piano aziendale degli investimenti, che sarà allegato al bando, deve essere sottoscritto da parte del beneficiario e di un revisore dei conti iscritto al registro dei revisori legali di cui al Dlgs n.39/2010.

INTERVENTI AMMISSIBILI

Il sostegno è concesso per le seguenti categorie di investimenti materiali ed immateriali:

  1. a) la costruzione e/o miglioramento delle strutture al servizio della lavorazione, trasformazione e commercializzazione delle produzioni;
  2. b) investimenti per il risparmio energetico e per la produzione di energia da fonti rinnovabili (impianti fotovoltaici, solari e mini-eolici, impianti di energia prodotta da biomassa di scarto) utilizzata esclusivamente per l’autoconsumo.

Ai fini della produzione di energia da fonti rinnovabili non si potranno realizzare impianti e utilizzare materie prime e prodotti intermedi che generano consumo di suolo destinato all’agricoltura. Nel caso di impianti fotovoltaici, gli stessi non potranno essere posizionati direttamente a terra. Nel caso di impianti fotovoltaici o solari da installare su coperture di immobili già esistenti occorrerà presentare apposita certificazione a firma di un tecnico abilitato comprovante che il fabbricato in generale e la copertura in particolare, dal punto di vista statico e strutturale sono idonei a sostenere l’aggiunto sovraccarico generato dall’installazione degli impianti e che lo stesso non arreca pregiudizio alla statica dell’immobile nel suo insieme.

Nel caso di impianti il cui scopo è la generazione di energia elettrica da biomassa, i costi saranno ritenuti ammissibili solo se la materia prima è costituita esclusivamente da sottoprodotti, scarti, rifiuti, reflui zootecnici. Tale tipologia di impianto dovrà prevedere l’utilizzo di almeno il 40% dell’energia termica prodotta, ai sensi dell’articolo 13 del Regolamento delegato (UE) n. 807/2014 della Commissione, nonché soddisfare i criteri di sostenibilità applicabili stabiliti a livello nazionale e di Unione, incluso l’articolo 17, paragrafi da 2 a 6, della direttiva 2009/28/CE;

  1. c) gli investimenti per la logistica aziendale, ed in particolare per la razionalizzazione della catena del freddo con interventi innovativi a livello di stoccaggio, lavorazione;
  2. d) gli investimenti produttivi finalizzati alla tutela e al miglioramento dell’ambiente;
  3. e) gli investimenti per il miglioramento delle condizioni di igiene e benessere degli animali nella fase di macellazione;
  4. f) gli investimenti finalizzati alla realizzazione di nuovi prodotti/processi e alla introduzione di nuove tecnologie e di sistemi di qualità, tracciabilità e gestione ambientale;
  5. g) investimenti finalizzati alla riduzione dell’impatto ambientale con particolare riguardo al recupero dei sottoprodotti e allo smaltimento dei rifiuti;
  6. h) investimenti finalizzati all’introduzione o al potenziamento delle produzioni della III, IV e V gamma;
  7. i) l’acquisizione di hardware e software finalizzati all’adozione di tecnologie dell’informazione e comunicazione e al commercio elettronico, nonché primo accesso e allacciamento alla rete;
  8. j) l’acquisto di terreni per la realizzazione dei fabbricati, per un costo non superiore al 10% delle spese di investimento;
  9. k) l’acquisizione di immobili con obbligo di interventi sostanziali al servizio della lavorazione, trasformazione e commercializzazione delle produzioni, limitato al 30% del valore complessivo del progetto;
  10. l) spese generali, collegate alle spese di cui alle lettere di cui sopra, quali onorari di professionisti e/o consulenti abilitati, studi di fattibilità.

Gli investimenti realizzati nelle aree Natura 2000 saranno sottoposti a valutazione di incidenza ambientale.

 

SPESE AMMISSIBILI

 

Le spese ammissibili sono limitate alle seguenti voci:

  1. a) costruzione, acquisizione o miglioramento di beni immobili. Il costo per l’acquisto di fabbricati è ammesso fino al limite del 30% del valore complessivo del progetto. L’ammissibilità è condizionata dal rispetto delle condizioni previste dal punto 6.6 delle predette “Disposizioni attuative e procedurali per le Misure di Sviluppo Rurale non connesse alla superficie o agli animali – Parte generale. Potranno essere realizzati anche investimenti relativi alle abitazioni destinate alla custodia dello stabilimento necessarie a soddisfare le esigenze abitative minime del personale addetto. La superficie netta calpestabile di dette unità abitative non può essere superiore a 45 mq.
  2. b) acquisto di nuove macchine e attrezzature, comprese le spese di trasporto e montaggio, e di programmi informatici, fino a un massimo del loro valore di mercato. Le spese di trasporto e montaggio dei macchinari, dovranno essere riportate obbligatoriamente ed in dettaglio nei preventivi presentati e opportunamente dimostrate in sede di accertamento di SAL e saldo nei documenti giustificativi della spesa.

E’ previsto, inoltre, l’acquisto di veicoli stradali specializzati permanentemente attrezzati, ed omologati esclusivamente per il trasporto delle materie prime dalle aziende di produzione allo stabilimento di lavorazione che ne richieda l’aiuto nell’ambito di un progetto organico di investimento presentato ai sensi della presente misura che preveda almeno una delle iniziative elencate nella precedente lettera a) e nella presente lettera b).

La spesa per l’acquisto di detti veicoli specializzati non può superare il 20% del totale della spesa ammessa; c) acquisto di terreni edificabili per un costo non superiore al 10% delle spese ammissibili dell’investimento. L’ammissibilità è condizionata al rispetto delle condizioni previste dal punto 6.5 delle predette “Disposizioni attuative e procedurali per le Misure di Sviluppo Rurale non connesse alla superficie o agli animali – Parte generale”;

  1. d) investimenti immateriali connessi ad investimenti materiali, come ricerche e studi di mercato, brevetti, licenze con le modalità previste dal par. 6.2 delle Disposizioni generali per le misure dello sviluppo rurale non connesse alle superfici e agli animali.
  2. e) spese generali, sino alla percentuale massima del 12% del costo totale dell’investimento ammissibile, per:
  3. onorari di professionisti abilitati, per spese di progettazione, direzione lavori, contabilizzazione, rendicontazione e collaudo dei lavori, (ricerche e analisi di mercato, studi di fattibilità, valutazioni di incidenza e di impatto ambientale, predisposizione elaborati tecnici, finanziari ed economici, direzione lavori, predisposizione documentazione tecnico-contabile e amministrativa per la presentazione delle domanda di pagamento anticipo, s.a.l. e saldo, redazione del Piano di Sicurezza e Coordinamento, di cui al D.Lgs. n. 494/1996 e s.m.i., nel caso in cui ne ricorrano le condizioni nel cantiere di lavoro) Per le spese relative alle sopra elencate attività, per le quali non è prevista l’applicazione del codice degli appalti, si farà riferimento alle disposizioni contenute dal Decreto del Ministero della Giuistizia 20 luglio 2012 n.140 e ss.mm.e ii. In ogni caso, l’importo massimo ammissibile a contributo è quello risultante dall’applicazione dei valori percentuali riportati nel Prezziario Regionale per opere e/o investimenti nelle aziende agricole e forestali di cui al D.A. n.14 del 25/02/2015, pubblicato nel S.O. alla GURS n.11 del 13/03/2015, così specificati:

max 7%, sull’importo delle opere edili ed assimilabili, per i progetti redatti da tecnici progettisti abilitati laureati in possesso dell’abilitazione all’esercizio della professione e iscritti ai relativi Ordini o Consigli professionali competenti ed in ragione di una percentuale;

max 6%, sull’importo delle opere edili ed assimilabili, per i progetti redatti da tecnici progettisti abilitati non laureati in possesso dell’abilitazione all’esercizio della professione e iscritti ai relativi collegi;

max 3% sull’importo dei macchinari e delle attrezzature mobili, previsti nei progetti redatti da tecnici progettisti abilitati sia laureati che non laureati. La percentuale dovrà essere calcolata sull’importo dei macchinari e delle attrezzature mobili al netto delle voci di trasporto e montaggio;

 

max 1% per la redazione del Piano di Sicurezza e Coordinamento, di cui al D.Lgs. n. 494/1996 e s.m.i., nel caso in cui ne ricorrano le condizioni nel cantiere di lavoro.

L’affidamento degli incarichi professionali relativi alle attività di cui al punto 1) dovrà essere formalizzato attraverso uno specifico contratto stipulato fra il beneficiario e il professionista, da registrarsi nei casi previsti dalla legge. Tale contratto farà parte della documentazione essenziale da presentare unitamente alla domanda di sostegno e dovrà contenere l’importo in euro per ciascuna delle attività previste dalla prestazione.

  1. – parcelle notarili, per consulenze legali, per consulenze finanziarie e per perizie giurate inerenti alla compravendita di immobili connessi e funzionali all’investimento oggetto di finanziamento; spese per la tenuta di conto corrente, purché trattasi di c/c appositamente aperto e dedicato esclusivamente all’operazione, con esclusione degli interessi passivi; – spese per garanzie fideiussorie per la concessione di anticipi; – spese inerenti all’obbligo di informazione e pubblicità sugli interventi finanziati dal FEASR (targhe, cartelloni, ecc.). In ogni caso l’importo massimo ammissibile al contributo delle spese di cui al presente punto non potrà essere superiore al 5% e si dovrà fare riferimento, ai fini della ragionevolezza dei costi, al confronto di almeno tre offerte di preventivi in concorrenza o al listino dei prezzi di mercato “realistico” o alla valutazione del tecnico effettuata sulla scorta di una accurata e documentata indagine di mercato, ad esclusione delle polizze bancarie, delle spese relative al conto corrente e delle spese relative alle parcelle notarili.   Sono ammissibili, altresì, le spese generali di cui all’art. 45.2 lett. c) del Reg. (UE) n. 1305/2013, effettuate nei 12 mesi prima della presentazione della domanda stessa e connesse alla progettazione dell’intervento proposto nella domanda di sostegno, inclusi gli studi di fattibilità;
  2. f) costi relativi all’IVA, nel caso in cui la stessa non sia recuperabile e realmente e definitivamente sostenuta dai beneficiari.

 

INTENSITÀ DEL SOSTEGNO E MASSIMALI DI SPESA

Il sostegno sarà erogato sotto forma di contributi in conto capitale e/o attraverso gli strumenti finanziari attivati. L’ammontare del sostegno è pari al 50% del costo della spesa ammissibile. E’ prevista una maggiorazione del 20% per le operazioni sostenute nel quadro del PEI (Partenariato Europeo per l’Innovazione) in materia di produttività e sostenibilità in agricoltura. Nei casi previsti, i beneficiari del sostegno per la realizzazione delle opere, servizi e di quant’altro previsto dall’iniziativa progettuale dovranno attenersi a quanto previsto dal Decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.   La dimensione finanziaria massima dell’investimento complessivo ammesso a finanziamento per ciascuna impresa, nell’ambito della presente misura per l’intero periodo di programmazione 2014/2020 non potrà eccedere la somma di 10 milioni di euro (spesa pubblica + privata). Tale limite massimo potrà essere raggiunto anche attraverso la presentazione di più progetti. La presentazione di una nuova domanda di sostegno è consentita soltanto nel caso in cui sia stata ultimata la realizzazione degli interventi relativi all’istanza precedente che incide in tutto o in parte sulle risorse dello stesso PSR Sicilia 2014/2020. Il PSR interverrà a sostegno degli investimenti che prevedono, in un ottica di completamento della filiera, attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti compresi nell’Allegato I del TFUE in prodotti non compresi nell’Allegato I del del TFUE, per le imprese la cui attività sia prevalentemente quella di lavorazione/trasformazione e commercializzazione dei prodotti dentro l’Allegato I. L’attività prevalente dell’impresa potrà essere definita tenendo conto delle quantità di prodotto lavorato/trasformato e commercializzato, o in alternativa, in termini di fatturato realizzato, riferiti al medesimo prodotto lavorato/trasformato e commercializzato compreso nell’Allegato I del TFUE. In questo caso l’aiuto sarà erogato: – al 50% del costo dell’investimento ammissibile per gli investimenti relativi all’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti compresi nell’Allegato I del TFUE ; – ai sensi del Reg. CE n.1047/2013 della Commissione, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti «de minimis» per gli investimenti relativi all’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti compresi nell’Allegato I in prodotti non compresi nell’Allegato I. In tal caso l’importo complessivo dell’aiuto concesso ad una medesima impresa non può superare i 200.000,00 euro nell’arco di tre esercizi finanziari con un’intensità di aiuto pari al 50 % del costo dell’investimento ammissibile. Il richiedente dovrà produrre apposita dichiarazione secondo lo schema di cui all’allegato 2) alle presenti disposizioni. Ai fini della demarcazione con la misura 6.4 c), la presente misura non finanzierà interventi a sostegno delle microimprese per i prodotti non compresi nell’Allegato I del TFUE

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