Mons. Pennisi: Il lavoro rimane un’emergenza nazionale

“L’illegalità, specialmente quando diventa organizzazione e logica di vita, propone modelli esistenziali di sopraffazione e di facile arricchimento, destabilizza il tessuto delle relazioni sociali, inquina i processi della politica e dell’economia – ha concluso l’arcivescovo

Mons. Pennisi: Il lavoro rimane un’emergenza nazionale

“Il lavoro rimane un’emergenza nazionale, soprattutto al Sud, per l’elevato tasso di disoccupazione. Per tornare a guardare con ottimismo al proprio futuro, l’Italia deve mettere il lavoro al primo posto”. Lo ha detto ieri a Palermo l’arcivescovo di Monreale, mons. Michele Pennisi, intervenendo al XII congresso regionale della Cisl Sicilia dal titolo “Il lavoro, le persone, la comunità in cerca di futuro”. “Al di là delle statistiche – ha aggiunto – sono le vite concrete delle persone ciò che ci sta a cuore: ci interpellano le storie dei giovani che non trovano la possibilità di mettere a frutto le proprie qualità, di donne discriminate e trattate senza rispetto, di adulti disoccupati che vedono allontanarsi la possibilità di una nuova occupazione, di immigrati sfruttati e sottopagati. C’è prima di tutto una questione di giustizia, che richiede la valorizzazione delle persone che lavorano”. “Non sarà possibile nessuna reale ripresa economica – ha continuato il presule – senza che sia riconosciuto a tutti il diritto al lavoro e promosse le condizioni che lo rendano effettivo. Soprattutto nel nostro ambiente ritengo necessario che sia messa a fuoco l’esigenza di promuovere un’adeguata cultura della moralità e della legalità”.
“L’illegalità, specialmente quando diventa organizzazione e logica di vita, propone modelli esistenziali di sopraffazione e di facile arricchimento, destabilizza il tessuto delle relazioni sociali, inquina i processi della politica e dell’economia – ha concluso l’arcivescovo -. C’è uno stretto legame tra legalità e socialità. L’illegalità di stampo mafioso contribuisce a creare un contesto etico, sociale e culturale di freno all’autentico sviluppo”.

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