Elezioni amministrative, il sistema elettorale nei nostri comuni

Elezioni amministrative, il sistema elettorale nei nostri comuni

L’elezione dei consiglieri comunali è contestuale all’elezione del sindaco. Ogni candidato sindaco è collegato ad una lista nella quale si sono presentati i candidati a consigliere comunale.

Elezione del sindaco

E’ proclamato eletto sindaco il candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti validi. In caso di parità di voti validi tra due candidati sindaco, si procederà ad un secondo turno di votazione (ballottaggio), da effettuarsi la seconda domenica successiva, tra i due candidati sindaco che hanno ottenuto il maggior numero di voti validi e risulterà eletto chi dei due candidati sindaco avrà ottenuto più voti validi. In caso di ulteriore parità di voti validi viene proclamato eletto sindaco il più anziano di età. 

Elezione del consiglio comunale

Una volta eletto il sindaco viene anche definito il consiglio comunale. Ad ogni lista vengono assegnati tanti voti quanti sono quelli attribuiti al candidato sindaco collegato. Alla lista che appoggia il candidato sindaco risultato eletto, vengono attribuiti i 2/3 dei seggi disponibili del consiglio, mentre i restanti seggi saranno ripartiti proporzionalmente tra le altre liste con il cd. “metodo d’Hondt”, dividendo la cifra elettorale di ciascuna lista successivamente per 1, 2, 3, …., fino alla concorrenza del numero dei seggi da assegnare, e scegliendo, fra i quozienti ottenuti, disposti in una graduatoria in ordine decrescente, i più alti in numero uguale a quello dei seggi da assegnare. A parità di quoziente, il seggio viene attribuito alla lista che ha ottenuto la maggiore cifra elettorale; a parità di quest’ultima si procede per sorteggio. 

Elezione del consigliere comunale 

Per individuare gli eletti alla carica di consigliere, i candidati, all’interno di ciascuna lista di appartenenza, sono disposti in una graduatoria decrescente secondo la rispettiva cifra individuale, costituita dalla cifra di lista aumentata del totale dei voti validi di preferenza ottenuti da ciascun candidato. A parità di cifra, viene proclamato eletto il candidato consigliere secondo l’ordine di presentazione nella lista di appartenenza. 

Il primo seggio di ciascuna delle liste di minoranza è attribuito al candidato sindaco collegato non eletto. 

In caso di ammissione e di votazione di un solo candidato alla carica di sindaco e di una sola lista, sono eletti tutti i candidati consiglieri appartenenti alla lista ed il candidato a sindaco ad essa collegato, purché la lista abbia riportato un numero di voti validi non inferiore al 50% dei votanti e se ha votato almeno il 50% degli elettori iscritti nelle liste elettorali del comune.  Qualora non vengano raggiunte entrambe le percentuali l’elezione è nulla. 

Non è prevista alcuna soglia di sbarramento per le liste che si sono presentate nel comune ai fini della partecipazione all’assegnazione dei seggi. 

Ulteriori chiarimenti

La l.r. n. 6 del 05-04-2011 e la l.r. n. 8 del 10-04-2013, hanno introdotto alcune sostanziali modifiche al sistema elettorale riguardanti le modalità di espressione del voto per l’elezione del sindaco, la rappresentanza di genere, l’attribuzione del premio di maggioranza, l’elezione del consiglio circoscrizionale e del suo presidente, la rappresentanza e la doppia preferenza di genere, elementi tutti che hanno inciso, in particolare, sulla manifestazione di voto.

Inoltre, la l. r. n.17 del 11 agosto 2016, nell’apportare ulteriori modifiche ed integrazioni alla legge regionale 15-09-1997, n. 35, ha inciso sulle disposizioni in materia di elezione del sindaco e del consiglio comunale, del presidente del consiglio circoscrizionale, di cessazione degli organi comunali, ha esteso il sistema maggioritario ai comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti, ha modificato le norme in materia di composizione del consiglio comunale ed ha reintrodotto il c.d. “effetto trascinamento”, per cui il voto espresso per la lista si estende al candidato sindaco, ma non viceversa.

Pertanto, nelle modalità di espressione di voto, assumono particolare rilievo il richiamato “effetto trascinamento”, la possibilità del voto disgiunto, che rende libero l’elettore di votare separatamente per un candidato sindaco e per una lista a questo non collegata, la possibilità di esprimere sino ad un massimo di due preferenze per i candidati al consiglio comunale, nel rispetto della rappresentanza di genere.

Il principio dell’equilibrio dei generi si realizza quindi attraverso le disposizioni che prevedono la possibilità di esprimere la doppia preferenza, purché per candidati di genere diverso tra loro, appartenenti alla stessa lista. Con tali norme viene sancito l’annullamento della seconda preferenza eventualmente espressa dall’elettore, nel caso in cui le due preferenze si riferiscano entrambe a candidati dello stesso genere.

Con riferimento alla possibilità di esprimere sino ad un massimo di due preferenze, si precisa che, qualora le preferenze espresse per i candidati della stessa lista, anche se di genere diverso ed appartenenti alla medesima lista, siano più di due, vengono ritenuti nulli i voti ai candidati, mentre si convalidano i voti per la sola lista.

La preferenza verso una delle liste che concorrono alla competizione può anche essere espressa dall’elettore scrivendo il nome ed il cognome o solo quest’ultimo, sulle apposite righe poste a fianco del contrassegno, di uno o due candidati al consiglio comunale appartenenti alla stessa lista, una di genere maschile e l’altra di genere femminile, qualora esprime due preferenze, pena la nullità della seconda preferenza, senza necessità, in questa ipotesi di tracciare un segno sul simbolo della lista.

Nei comuni fino a 3mila abitanti saranno eletti 10 consiglieri, mentre nei comuni con popolazione compresa tra 3mila e 10mila saranno 12..

 

 

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