Nel territorio, occhio alle vipere: ucciso un cane

Nel territorio, occhio alle vipere: ucciso un cane

In questo periodo in cui boschi e campagne sono frequentati anche da chi va a raccogliere asparagi, finocchi selvaggi ecc.. ci preme segnalare quanto riferito da alcuni nostri lettori. Probabilmente a causa del caldo, è aumentata, infatti, la presenza di vipere. Alcuni pensano che questo fenomeno sia stato indotto da un ripopolamento, ma questa ipotesi è stata smentita da vari organi istituzionali che abbiamo contattato. Le vipere proliferano presumibilmente perché si è ridimensionata la presenza dei loro predatori.

Gli esperti raccomandano di prestare la massima attenzione, di battere con i piedi o un bastone per terra (i serpenti velenosi mordono solo per autodifesa e fuggono se sentono le vibrazioni) e di non avvicinarsi a pietraie senza aver prima battuto la zona. Vivono in Italia cinque specie protette di vipera, ma la più diffusa è l’Aspide. Il loro morso è mortale solo in rari casi (non si registrano decessi da anni), perché se mordono, non sempre inoculano tanto veleno, specie se hanno da poco colpito un altro animale. «Anzi, a volte non lo inoculano affatto (è il “morso secco”)», spiega al Corriere della Sera Edoardo Razzetti, biologo e curatore del Museo di storia naturale di Pavia, «perché il veleno è prezioso, non lo sciupano».

Intanto a una persona (nella zona tra Bisacquino e Giuliana) le vipere hanno avvelenato e ucciso il cane e condizionano la vita di chi se le ritrova vicine, alcuni bambini nelle zone in cui proliferano, non riescono a giocare davanti lo spiazzale di casa.

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