Mons. Pennisi a Corleone: “Tutti siamo chiamati alla santità, cioè alla gioia dell’amore”

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“La Trasfigurazione di Gesù mostra la bellezza della luce divina”, e “nei discepoli che salgono al monte vediamo le inquietudini e le domande dei giovani del nostro tempo sul senso della vita e sui drammi della storia e ci chiediamo ‘come può la mite bellezza del Crocifisso risorto portare salvezza a questa umanità cinica e crudele?”. E’ un passaggio dell’omelia pronunciata da mons. Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale, nella chiesa madre di Corleone alla presenza dei giovani delle diocesi di Agrigento, Palermo, Mazzara, Trapani, Piana degli Albanesi e Monreale, che in preparazione all’incontro con il Papa, domenica prossima a Roma, partecipano all’Itinerarium Rosaliae. “La Trasfigurazione ci aiuta a ritrovare il senso profondo di tutta la nostra vita”, osserva Pennisi. Anche noi siamo chiamati “ad accogliere, ad annunciare e a condividere con tutti la Bellezza che salva”. “Tutti – il  monito del presule – siamo chiamati alla santità, cioè alla gioia dell’amore, che è il volto più bello della Chiesa”. Di qui il richiamo a Papa Francesco che nella Gaudete ed exultate spiega che il Signore “ci vuole santi e non si aspetta che ci accontentiamo di un’esistenza mediocre, annacquata, inconsistente”. Mons. Pennisi sottolinea la presenza di “giovani e adulti santi e beati che dai tempi delle prime comunità cristiane giungono fino a noi e voi siete in pellegrinaggio sulle orme di santa Rosalia” e aggiunge che Corleone “non merita di essere ricordata soltanto per le tristi vicende di alcuni malavitosi dei nostri tempi, ma per le figure di santità che ha espresso”. Dopo averle richiamate, il presule ricorda come il suo predecessore Cataldo “si adoperò perché i santi fossero il vero contraltare della mafia” e invita i giovani a “coltivare la speranza di una santità sempre possibile per tutti”. Infine la recita della preghiera per il Sinodo di Papa Francesco.

 

(Agenzia Sir)