Il club per l’UNESCO di Sciacca ha celebrato la prima Giornata mondiale ONU per le vittime di violenza in relazione alla loro religione

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È da molti anni che si auspicava un pronunciamento universalmente condiviso in favore delle vittime di violenze in ragione della loro religione o delle loro convinzioni – dice il presidente del club per l’UNESCO di Sciacca Lorenzo Salvagio – e nel maggio di quest’anno l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, in seduta plenaria, ha approvato una risoluzione che consacra la giornata del 22 agosto di ogni anno a questa tematica.

Da diversi anni le stragi di persone che stavano celebrando dei riti pacifici legati al loro credo religioso si sono moltiplicate in un preoccupante crescendo per frequenza e per efferatezza – prosegue Lorenzo Salvagio – e un triste esempio sono gli attentati di Pasqua contro i cristiani dello Sri Lanka ma le cronache recenti sono piene di atti di violenza contro anche gli appartenenti ad altre religioni.

Il tempo che è stato necessario per la risoluzione ONU è stato piuttosto lungo ma bisogna anche comprendere che, per arrivare alla stesura di un testo e all’approvazione di una risoluzione condivisa da centinaia di nazioni molto diverse tra loro, il percorso diplomatico é lungo e travagliato.
D’altra parte l’universalità della decisione conferisce alle proclamazioni delle Nazioni Unite un grande prestigio e un grande valore in tutto il mondo”.

Nel documento ufficiale con cui è stata proclamata la giornata mondiale che si è celebrata quest’anno per la prima volta viene ricordato che gli Stati hanno la responsabilità primaria di promuovere e proteggere i diritti umani, compresi quelli delle persone appartenenti alle minoranze religiose e compreso il loro diritto a manifestare le proprie convinzioni in piena libertà.

L’ONU sottolinea che, oltre agli Stati, anche le organizzazioni non governative, le organizzazioni religiose, i media e la società civile hanno un ruolo fondamentale per promuovere la tolleranza e il rispetto della diversità religiosa e culturale. Inoltre nella risoluzione é espressa una ferma condanna per i continui atti di violenza e terrorismo in particolare contro i membri di minoranze religiose e viene rimarcato il ruolo che che la società civile e le stesse comunità religiose hanno nel condurre un’azione preventiva globale contro ogni forma di violenza e intolleranza.

Essere liberi di praticare qualsiasi religione, avere libertà di opinione, di associazione, e di riunione pacifica anche a fini religiosi sono dei caposaldi della Dichiarazione universale dei diritti umani che vengono ulteriormente rafforzati dalla proclamazione di questa giornata mondiale delle Nazioni Unite il cui segretario generale Antonio Guterres ha dichiarato:
“In questo giornata riaffermiamo il nostro sostegno incrollabile alle vittime di violenza basata sulla religione e sulle convinzioni personali. E dimostriamo questo sostegno facendo tutto il possibile per prevenire tali attacchi e chiedendo che i responsabili siano legalmente perseguiti”.