I terreni dell’eremo di Tagliavia sottratti ai boss tornano alla Curia

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I terreni dell’eremo di Tagliavia ritornano alla Curia. Il tribunale ha revocato il controllo giudiziario dell’azienda agricola appartenente all’ente ecclesiastico Santuario della Madonna del Rosario di Tagliavia sulla cui gestione i carabinieri avevano individuato le interferenze di Cosa Nostra. Con una nota l’arcidiocesi di Monreale “esprime profonda soddisfazione per la revoca dell’amministrazione giudiziaria da parte della Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo”. Un’indagine della procura e del Ros aveva portato al commissariamento per sei mesi dell’azienda agricola “Santuario Maria santissima del Rosario di Tagliavia”. Provvedimento adesso revocato dal tribunale Misure di prevenzione, nonostante la procura chiedesse di prorogare il controllo giudiziario. “L’arcivescovo mons. Michele Pennisi ha emanato alcuni provvedimenti per fugare ogni dubbio sul pericolo di infiltrazioni mafiose”, si legge in una nota che li cita uno per uno. Ha approvato un nuovo statuto del santuario, ha nominato un nuovo rettore, padre Angelo Bonfante, che sarà supportato da un Consiglio per gli affari economici composto da tre professionisti: l’economista Vincenzo Fazio, l’agronomo Aurelio Scavone, l’avvocato Giuseppe Sarullo. Inoltre, l’arcidiocesi conferma che, “appena avverrà il passaggio di consegne da parte dell’amministratore giudiziario al nuovo legale rappresentante del Santuario, sarà sottoscritto un nuovo comodato di concessione gratuita dei terreni alla Missione Speranza e Carità di Biagio Conte, che già da diversi anni coltiva parte dei terreni”.