Corleone, dal Vaticano il permesso per istruire la causa di beatificazione e canonizzazione della serva di Dio Maria Cira Destro

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 E’ arrivato stamattina alla curia arcivescovile di Monreale il nulla osta della Congregazione delle Cause dei Santi per istruire la causa di beatificazione canonizzazione della Serva Di Dio Maria Cira Destro (Corleone 18782-1818). Adesso l’arcivescovo di Monreale, Mons. Michele Pennisi, costituirà un apposito Tribunale diocesano, davanti al quale i testimoni saranno chiamati a riferire fatti concreti sull’esercizio, ritenuto eroico, delle virtù cristiane, e cioè delle virtù teologali: fede, speranza e carità, e delle virtù cardinali: prudenza, giustizia, temperanza, fortezza, e delle altre specifiche del proprio stato di vita. Inoltre, si dovranno raccogliere tutti i documenti riguardanti il candidato. Terminata l’istruttoria diocesana, gli atti e la documentazione passeranno alla Congregazione delle Cause dei Santi.

Alcune informazioni sul processo di canonizzazione. 

Il candidato, per diventare ufficialmente santo, deve essere prima riconosciuto servo di Dio, poi venerabile e poi beato. È definito servo di Dio dal momento in cui viene aperto il processo e in attesa che si verifichi un miracolo attribuibile al suo intervento. Se, dopo questa prima fase, il processo continua, il Papa può attribuire al servo di Dio la qualifica di venerabile: succede quando al candidato viene riconosciuto di aver vissuto le tre virtù teologali (fede, speranza e carità) e le quattro virtù cardinali (prudenza, giustizia, fortezza e temperanza) in modo eroico (si usa proprio questa espressione), o quando si riconosce che il candidato ha perso la vita da martire a difesa della fede.

La serva di Dio Maria Cira Destro, appartenente all’Ordine di Santa Chiara, nasce a Corleone nel 1782. Nella sua vita, caratterizzata dalla sofferenza e dall’amore appassionato per Cristo Crocifisso, si verificano fatti straordinari: stigmate, effusioni di sangue, estasi, capacità di predire il futuro e di leggere nel cuore degli altri, visioni, levitazione, guarigioni, obbedienza ai comandi mentali dei Superiori, prevista espulsione di calcoli renali, dominio sugli animali e svariate altre esperienze mistiche con manifestazioni di doni particolari.

Vissuta nel monastero della SS. Annunziata di Corleone, sperimenta anche pesanti vessazioni diaboliche, calunnie e opposizioni da parte delle consorelle e di alcuni membri del clero. Costretta ad uscire dalla clausura, con Breve Apostolico della Santa Sede, per motivi di salute ma soprattutto a causa dei vari tentativi fatti in monastero per avvelenarla, muore dopo pochi mesi nella casa paterna, in fama di santità, il venerdì 24 luglio 1818 all’età di trentasei anni.Sepolta nel monastero, si verificano vari eventi prodigiosi riportati nelle testimonianze raccolte per l’apertura del processo di beatificazione. Dal 1894 il suo corpo riposa nella Chiesa Madre di Corleone.Nel 2005 viene inserita dall’arcivescovo mons. Cataldo Naro nella litania delle figure di santità della Chiesa di Monreale.