Il comune di Bisacquino non dovrà elargire 190.000€ alla ditta che aveva vinto la gara di appalto del C.R.E.R.

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Il comune di Bisacquino incassa un’altra sentenza a favore nella querelle che lo vede coinvolto con la ditta che si era aggiudicata inizialmente i lavori di ristrutturazione di 1.400.000€ per la ristrutturazione del C.R.E.R (Centro Ricreativo Educativo e Riabilitativo). La disputa sorse poiché il comune di Bisacquino, nonostante la ditta avesse vinto la gara d’appalto, affidò i lavori alla seconda, sicché la prima aggiudicataria non sarebbe stata in grado di rispettare i tempi imposti dalla regione Siciliana (finanziatrice dell’opera) che obbligava l’ente locale a completare i lavori entro il 31 dicembre 2015, pena la perdita del finanziamento.

La ditta, infatti, riteneva di potere completare i lavori in quattordici mesi, così come stabilito d’altronde inizialmente dal bando; varie lungaggini burocratiche (come il ritardo da parte della regione nell’elargire il finanziamento) hanno accorciato i tempi a disposizione delle ditta che fece sapere all’ente locale che avrebbe sforato i tempi, dato che i lavori sarebbero iniziati più tardi. Il comune, dunque, in queste condizioni avrebbe perso il finanziamento.

L’amministrazione decise audacemente di affidare alla seconda i lavori, visto che aveva garantito il taglio del cronoprogramma e il completamento dei lavori entro la data stabilità dalla Regione, cosa che poi si verificò. La prima aggiudicataria, quindi, si rivolse al tribunale per difendere la propria posizione, chiedendo un risarcimento 190.000€ per mancato guadagno, ma per la seconda volta la spunta il municipio, il quale è stato difeso dall’avvocato Giuseppe Ribaudo e che in sostanza non dovrà rimborsare la cifra richiesta dalla ditta. Inoltre – cosa ancora più importante – grazie a questa scelta, Bisacquino ha disposizione un centro ristrutturato, che consente anche di risparmiare sui costi dell’energia elettrica e del quale usufruiscono anche gli abitanti dei comuni limitrofi.