Bisacquino, consegnate le case agli sfollati dell’alluvione del 2015

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Nessuna persona che non ha vissuto una condizione del genere può comprendere appieno quello che stanno vivendo le quattordici famiglie alle quali sono state appena consegnate le loro case di proprietà. Finalmente, dopo quella terribile notte del febbraio del 2015 durante la quale la pioggia battente si era accanita anche sulle loro vite, ritornano a essere a tutti gli effetti proprietari di un bene che gli era sempre appartenuto. In questi anni hanno vissuto in campagna, ospiti di parenti, in case in affitto o nelle loro seconde abitazioni, a volte pagando mutui e/o varie spese morte, ma questo capitolo finalmente è chiuso.

Si torna a casa grazie al finanziamento di circa quattro milioni di euro concesso dalla presidenza del consiglio dei ministri tramite il dipartimento Regionale della Protezione Civile, il quale ha permesso di mettere in sicurezza il costone roccioso del Cozzo Serronello, dal quale erano scesi massi e detriti che avevano colpito queste abitazioni e di ripristinare via Gibilcanna, via di fuga che collega il comune alla SS 188 (Variante) e che consente l’accesso a diverse abitazioni e strade secondarie; all’interesse e al lavoro scrupoloso degli amministratori e dei tecnici comunali, i quali hanno messo in campo le loro competenze per arrivare il prima possibile a questo risultato, in primis il sindaco Tommaso Di Giorgio (che ci ricordiamo, tra l’altro, sempre presente durante i soccorsi).

Tante persone ci sarebbero da menzionare come i volontari della protezione civile, guidati dal comandante Ignazio Bacile, e l’ingegnere Calogero Foti, ex dirigente generale della protezione civile regionale (ora a capo del dipartimento Acqua e Rifiuti), il quale ha dato supporto all’ente locale durante l’iter, ma questa giornata appartiene più a queste quattordici famiglie e quindi ci fermiamo qui. Ci scusino gli altri.

Adesso c’è da scrivere un nuovo capitolo, quello che riguarda la manutenzione degli immobili e dei beni, dei quali dovranno occuparsi le stesse famiglie e per i quali alcuni di loro hanno ottenuto dei contributi. Dopo saremo all’epilogo di una storia che nessuno avrebbe mai voluto scrivere, figuriamoci vivere.

Presenti alla consegna delle case le famiglie, le autorità locali, ma anche l’assessore regionale all’ambiente Salvatore Cordaro.