Gestione del servizio idrico, il sindaco di Bisacquino: «Non cederemo l’acqua a nessuno»

0
710

Il seguente è un contributo esterno del sindaco di Bisacquino Tommaso Di Giorgio.

Noi non cederemo la gestione dell’acqua a nessuno anche se questo significa impugnare tutti gli atti presso il tribunale amministrativo in tutti i gradi di giudizio.
Ieri, per l’ennesima volta, ho difeso la salvaguardia della nostra gestione dell’acqua con le unghia e con i denti e di ciò me ne danno atto tutti i sindaci presenti e pure qualche giornale che, sull’argomento ha già scritto.
A dire il vero è da quando mi sono insediato, anno 2012, che difendo la gestione dell’acqua in via diretta.
Qual è oggi il problema?
È dato dal decreto legge 152 del 2006 che prevede che tutti i comuni devono associarsi, nella gestione del servizio idrico, nella cosiddetta ATI che provvederà a dare la gestione ad un unico gestore pubblico.
Fermo restando tutto questo è possibile mantenere la gestione diretta solo nel caso in cui esistono, contemporaneamente, le seguenti tre condizioni: (a) un approvvigionamento idrico di pregio; (b) un utilizzo efficiente della risorsa idrica; (c) la tutela del corpo idrico.
In questi anni sono riuscito a dimostrare che abbiamo tutti questi requisiti.
L’Ati però ora ci contesta che uno dei pozzi e nello specifico il pozzo Pileri si trova a meno di 200 metri di distanza dal cimitero quindi, secondo loro, viene a mancare uno dei requisiti fondamentali all’ottenimento della salvaguardia e cioè il primo requisito previsto dall’art. 147 comma 2 del D.lgs 152.

Capirete che è impossibile spostare il cimitero!
Secondo noi invece, a prescindere da questo, il comune mantiene tutti i requisiti perché abbiamo fornito le analisi dell’acqua dimostrando che, a prescindere dalla distanza del cimitero, continuiamo a mantenere il primo requisito e cioè un’acqua di pregio e abbiamo cercato di dimostrarlo fornendo le analisi della nostra acqua che sono perfette.
Su gli altri aspetti della norma non hanno potuto fare altro che darci ragione.
Adesso la battaglia è su questo aspetto.
Se riusciremo a dimostrare che, a prescindere dalla distanza dal cimitero, rispettiamo il criterio dell’acqua di pregio non potranno fare altro che accordarci la gestione diretta così come è ora.
Cercheremo quindi di dimostrarlo ancora e se non si convincono non esiteremo a cercare ragione in tribunale prendendo per questo i migliori avvocati di cui disponiamo.

Sulle concrete iniziative che assumeremo di volta in volta per affermare le nostre ragioni e vincere anche questa battaglia vi terrò informati e potrete prenderne atto.
Evito di commentare le insinuazioni sulle proposte allettanti perché ormai mi conoscete abbastanza bene, sapete come opero e sapete anche che in otto anni che faccio il sindaco non ho mai approfittato della mia carica per favorire amici o parenti.
Una cosa è sicura, fino a quando sono sindaco io la gestione dell’acqua rimarrà comunale
.

Sulla gestione del servizio idrico abbiamo precedentemente scritto. Trovate gli articoli qui: Gestione del servizio idrico, il sindaco di Bisacquino: «Siamo per la gestione diretta del comune»; Servizio idrico, alcuni dei nostri comuni potrebbero passare alla gestione Amap; Bisacquino, Il gruppo di minoranza: «L’acqua rimanga gestita dal comune»