I nostri sindaci a Roma chiedono fiscalità di vantaggio e acqua pubblica

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Quasi tutti i sindaci del territorio ieri si sono recati a Roma per fare sentire al governo la loro voce, chiedendo una fiscalità di vantaggio attraverso l’istituzione delle zone franche montane che permetterebbero così di fronteggiare i fenomeni di spopolamento e di creare nuove condizioni di sviluppo. Il testo infatti, già approvato dall’Assemblea regionale da diverso tempo, deve essere recepito dal parlamento nazionale, ma a distanza di diverso tempo il legislatore non ha ancora dato il via libera alla legge.

Giunti a Roma, poi, i sindaci hanno scoperto che il parlamento rischia di abrogare l’articolo di legge che prevede le gestioni dirette comunali dei servizi idrici, mortificando di fatto l’esito referendario sull’acqua pubblica. «Non può essere cancellato con un colpo di mano un diritto sacrosanto dei cittadini e delle comunità che hanno investito sulla risorsa idrica, storicamente, in termini sociali e culturali. L’acqua deve rimanere pubblica e la gestione laddove ci sono i requisiti non può essere tolta di mano ai comuni che hanno il diritto di gestirla». Lo dichiarano in una nota congiunta i sindaci di Contessa Entellina, Santo Stefano di Quisquina, Alessandria della Rocca, Bivona, Cammarata, Prizzi, Bisacquino, Campofiorito, Palazzo Adriano, Polizzi Generosa, Isnello e Petralia Sottana.

Sul tema acqua interviene il sindaco di Contessa Entellina, Leonardo Spera: «Ieri a Roma con tanti colleghi sindaci abbiamo affrontato la questione che arriva improvvisa. Il governo, senza tenere conto delle peculiarità storiche, culturali e morfologiche dei nostri territori, con una proposta di legge vuole cancellare in un attimo ciò che abbiamo conquistato con fatica ma che spetta di diritto a tutti i cittadini. L’acqua è un dono, un bene primario che va gestito con responsabilità ed in maniera diretta dai comuni e fuori da logiche privatistiche. Nei prossimi giorni sono in programma iniziative e interlocuzioni per dire NO all’abrogazione della salvaguardia!»