28 C
Bisacquino
martedì, Giugno 28, 2022

Buy now

spot_img

Innovazione e ricerca, la Regione fa il punto sulle strategie da mettere in campo con il PNRR

Una strategia regionale univoca in materia di innovazione e ricerca che guiderà lo sviluppo con la spinta delle risorse finanziarie del PNRR, del Fondo per la Coesione e lo Sviluppo e dai Fondi Strutturali europei della prossima programmazione 2021-2027. Questo il tema al centro del confronto “Innovazione e ricerca in Sicilia. Disegnare le politiche” sull’utilizzo delle risorse della nuova programmazione e del PNRR, organizzato ieri al Palazzo Steri dagli assessorati regionali alle Attività produttive e all’Istruzione e alla formazione professionale con i rettori delle università siciliane, i dirigenti generali della Regione siciliana e numerosi attori del mondo dell’innovazione e della ricerca in Sicilia, CNR e Istituto nazionale di Fisica Nucleare.

«Un confronto con la spina dorsale della ricerca e dell’innovazione in Sicilia finalizzato ad aumentare la nostra capacità di competere», così Eugenio Ceglia, vice capo di gabinetto del Presidente della Regione Siciliana, che ha portato i saluti del presidente Musumeci.

«Il governo Musumeci ha fortemente voluto questo primo confronto pubblico sui temi dell’innovazione e della specializzazione intelligente – spiega l’assessore regionale alle Attività produttive, Mimmo Turano – perché crede che la Regione abbia bisogno di un metodo nuovo per affrontare le sfide della prossima programmazione e del PNRR – e aggiunge – e che sia indispensabile acquisire elementi di riflessione e qualificati contributi dai soggetti che operano nell’ecosistema della ricerca e dell’innovazione in Sicilia». 

Per l’assessore regionale all’Istruzione, Roberto Lagalla, «la liberazione di risorse ingenti e senza precedenti impone un’azione di governo improntata alla collegialità delle iniziative con il mondo della ricerca, e alla responsabilità perché il PNRR è sostanzialmente un prestito che dovranno restituire le future generazioni».

La necessità di una strategia regionale sull’innovazione è emersa dall’indagine “La Smart Specialisation Strategy in Sicilia: diffusione e peculiarità 2015-2020 situazione pre-Covid 19 e prime reazioni alla pandemia”, elaborata dalla società di ricerca indipendente MET e presentata dall’economista Raffaele Brancati, in cui emerge che in Sicilia gli attori molto avanzati nel campo della ricerca e dell’innovazione siano ancora pochi mentre sono più numerosi i soggetti intermedi che però spesso avviano percorsi innovativi con molte fragilità a livello strategico e che di frequente nell’arco di un biennio portano all’interruzione dei programmi. 

Problematico anche il tema delle competenze: a fronte di un grande fabbisogno solo il 12% delle imprese segnala carenze di competenze mentre chi fa ricerca si affida per il 64% a rapporti con altre imprese, per il 25% a consulenti e solo per il 25% a rapporti con università e laboratori. 

A sottolineare il legame tra imprese e università gli interventi dei rettori dei tre Atenei siciliani, Massimo Midiri dell’Università di Palermo, Francesco Priolo dell’Ateneo di Catania e Salvatore Cuzzocrea dell’Ateneo di Messina. Sulla scorta della Strategia regionale per la Specializzazione Intelligente – S3 Sicilia, elaborata dal Dipartimento Attività produttive, guidato da Carmelo Frittitta, la Regione Siciliana si muoverà in continuità per la nuova programmazione della spesa

Related Articles

Stay Connected

22,878FansLike
3,370FollowersFollow
0SubscribersSubscribe

Latest Articles