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martedì, Luglio 5, 2022

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Appello per la pace di Mons. Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale

Le attuali iniziative della Chiesa cattolica e di papa Francesco per la pace in Ucraina si collocano nel solco di una valutazione sempre più critica della guerra quale strumento di soluzione delle controversie tra gli Stati. Oggi c’è nella Chiesa una diffusa coscienza che la guerra è un male che bisogna cercare di evitare in tutti i modi e che non la si può considerare affatto come qualcosa di inevitabile e di normale nel rapporto tra gli Stati e i popoli. Benedetto XV definì la prima guerra mondiale un «inutile strage».

Pio XI, dichiarò tutta la sua avversione alla guerra, invocando Dio, con le parole del salmo, a disperdere coloro che vogliono la guerra. Pio XII nel 1939, alla vigilia della seconda guerra mondiale, lanciò l’appello: «Tutto è perduto con la guerra, niente è perduto con la pace». San Giovanni XXIII pubblicò l’enciclica Pacem in terris con cui diceva che la pace poggia idealmente su quattro colonne: la verità, la giustizia, l’amore e la libertà. San Paolo VI insistette molto sulla pace come condizione di ogni possibilità di sviluppo e istituì la Giornata mondiale della pace. Sia San Giovanni Paolo II che Benedetto XVI hanno intensificato loro impegno per la pace. Papa Francesco ha parlato di una “guerra mondiale a pezzi” e ha affermato che la proliferazione incontrollata delle armi è contraria alla ricerca di una vera concordia.

Egli ha ribadito che la pace si basa sul rispetto di ogni persona, qualunque sia la sua storia, sul rispetto dei diritti umani e del bene comune, del creato che ci è stato affidato e della ricchezza morale trasmessa dalle generazioni passate. Nell’Enciclica Fratelli tutti ha scritto al n.161 :” Ogni guerra lascia il mondo peggiore di come lo ha trovato. La guerra è un fallimento della politica e dell’umanità, una resa vergognosa, una sconfitta di fronte alle forze del male. Non fermiamoci su discussioni teoriche, prendiamo contatto con le ferite, tocchiamo la carne di chi subisce i danni. Rivolgiamo lo sguardo a tanti civili massacrati come “danni collaterali”.

La Chiesa invocando la diffusione di una cultura di pace oggi si fa portavoce di un desiderio di pace comune a tutta l’umanità. Invito ad aderire alla giornata di digiuno e di preghiera per la pace in Ucraina il prossimo 2 marzo, Mercoledì delle Ceneri.

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