32.7 C
Bisacquino
martedì, Luglio 5, 2022

Buy now

spot_img

Messaggio per la Quaresima dell’arcivescovo di Monreale S.E. Mons. Michele Pennisi

Carissimi fratelli e sorelle, la Quaresima di quest’anno porta con sé tante speranze insieme a tante incertezze e sofferenze, legate ancora alla pandemia e alle sue conseguenze in campo psicologico, sociale e religioso che stiamo sperimentando da circa due anni. A queste si aggiungono i drammi della guerra in Ucraina e in altri paesi e le molteplici povertà vecchie e nuove.I quaranta giorni che ci preparano alla Pasqua sono un pressante invito a convertirci alla Bella Notizia della presenza in mezzo a noi del Regno di Dio, che dà un senso profondo alla nostra esistenza in un rinnovato incontro con Gesù, il Cristo crocifisso e risorto.

In questa Quaresima papa Francesco ci esorta: «Non stanchiamoci di fare il bene; se infatti non desistiamo a suo tempo mieteremo. Poiché dunque ne abbiamo l’occasione, operiamo il bene verso tutti» (Gal 6,9-10a).La bellezza della nostra vita sta «non tanto nell’avere quanto nel donare, non tanto nell’accumulare quanto nel seminare il bene e nel condividere». Seminare il bene ci libera dalle anguste logiche del tornaconto personale e conferisce al nostro agire il respiro ampio della gratuità, inserendoci nel meraviglioso orizzonte del disegno di salvezza del Padre ricco di misericordia e benevolo con tutti.Per seminare il bene e per raccoglierne i frutti il digiuno prepara il terreno, la preghiera lo irriga, la carità lo feconda. Non stanchiamoci di pregare. Abbiamo bisogno di pregare personalmente e comunitariamente perché abbiamo bisogno di Dio. Quella di bastare a noi stessi è una pericolosa illusione. Nessuno si salva da solo, perché siamo tutti nella stessa barca tra le tempeste della storia; ma soprattutto nessuno si salva senza Dio, perché solo il mistero pasquale di Gesù Cristo ci dà la certezza della vittoria sul male e sulla morte.

La fede non ci sottrae alle tribolazioni della vita, ma permette di attraversarle uniti a Dio in Cristo, con la grande speranza che non delude e il cui pegno è l’amore che Dio ha riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo (cfr Rm 5,1-5).Non stanchiamoci di estirpare il male dalla nostra vita per estirparlo dalla nostra società. A questo ci aiuta il digiuno corporale che fortifica il nostro spirito per la lotta quotidiana contro il peccato e per condividere le privazioni di tante persone colpite dalle guerre, dai cambiamenti climatici e dalle varie forme di povertà.A tale scopo invito ad aderire alla giornata di preghiera e di digiuno per la pace in Ucraina indetta dal Santo Padre per il 2 marzo, mercoledì delle Ceneri e ad aprirci alla solidarietà e all’accoglienza nei confronti dei profughi ucraini.Non stanchiamoci di chiedere perdono nel sacramento della Riconciliazione, sapendo che Dio mai si stanca di perdonare e vuole che anche noi ci apriamo al perdono.Non stanchiamoci di combattere contro l’egoismo, che ci isola dagli altri e ci rende schiavi delle varie forme di dipendenza tra le quali quella dai media digitali, che impoverisce i rapporti umani. La Quaresima è tempo propizio per coltivare un’autentica comunicazione umana fatta di incontri reali e non virtuali tra persone.Non stanchiamoci di fare il bene nella carità operosa verso il prossimo.Se è vero che tutta la nostra vita è tempo per seminare il bene, approfittiamo in modo particolare di questa Quaresima per farci prossimi alle persone bisognose di aiuto sia materiale, che spirituale e culturale.

Come ormai è consuetudine vivremo la Quaresima di Fraternità a sostegno della scuola secondaria San Giovanni Paolo II della diocesi di Iringa in Tanzania, segnalata dal nostro Ufficio Missionario diocesano. Per questa iniziativa dedicheremo la quinta domenica di Quaresima, il prossimo 3 aprile per la raccolta delle offerte in tutte le comunità. La Quaresima è tempo propizio «per cercare, e non evitare, chi è nel bisogno; per chiamare, e non ignorare, chi desidera ascolto e una buona parola; per visitare, e non abbandonare, chi soffre la solitudine». Questo tempo penitenziale ci ricorda che il bene, la giustizia, la solidarietà, la pace e l’amore non si raggiungono una volta per sempre, ma vanno conquistati ogni giorno, lasciandoci guidare dal Signore, accogliendo la sua Parola «viva ed efficace» (Eb 4,12). Leggerla, meditarla, pregarla significa preparare il cuore ad amare senza limiti.Così diventeremo una Chiesa che ascolta, sensibile al soffio dello Spirito.Vi invito a partecipare alle tradizionali Stazioni quaresimali che si svolgeranno per la zona marina a Balestrate il 16 marzo, per la zona collinare ad Altofonte il 30 marzo e per la zona montana il 6 aprile a Corleone.L’ascolto della Parola di Dio e l’ascolto dei fratelli e delle sorelle vanno di pari passo.La prima fase del Cammino sinodale ci consente, attraverso i “gruppi sinodali”, di ascoltare ancora più da vicino le voci che risuonano dentro di noi e nei nostri fratelli e sorelle vicini e lontani, di tutte le età e di tutte le condizioni sociali.Ascoltare in profondità e in modo empatico tutte queste voci anzitutto fa bene alla nostra Chiesa. Siamo chiamati ad aderire alla realtà presente con pazienza e perseveranza, superando le tentazioni di guardare con nostalgia e rimpianto ad un passato che non torna e un’attesa illusoria di un futuro idealizzato. Il Cammino sinodale sta facendo maturare nelle comunità cristiane un modo nuovo di ascoltare la realtà per giudicarla in modo spirituale e per produrre scelte più evangeliche. Per restare fedeli alla realtà e diventare al contempo costruttori di un futuro migliore, si richiede una interiorizzazione profonda dello stile di Gesù, della sua capacità di vedere ovunque occasioni per progredire spiritualmente come singoli e come comunità credente e per mostrare a tutti quanto è grande l’amore del Padre.Per le nostre comunità il Cammino sinodale è un tempo dello Spirito, che ci offre delle opportunità di un amore creativo verso Dio e verso il prossimo.

Questi quaranta giorni di cammino sinodale sono un tempo favorevole di rinnovamento personale e comunitario, che ci conduce alla Pasqua di Gesù Cristo morto e risorto, fonte di una speranza che non delude.Nell’augurarvi un buon cammino quaresimale invoco l’intercessione di Maria Santissima, e dei santi e beati della nostra Arcidiocesi, affinché accogliendo l’appello a lasciarci riconciliare con Dio e a riconciliarci con noi stessi e con gli altri, fissiamo lo sguardo del cuore sul Mistero pasquale e ci convertiamo all’ascolto della voce di Dio, che ci parla attraverso la Sacra Scrittura, il nostro prossimo e gli eventi della vita.Vi saluto con affetto e Vi benedico di cuore.

Related Articles

Stay Connected

22,878FansLike
3,377FollowersFollow
0SubscribersSubscribe

Latest Articles