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giovedì, Dicembre 8, 2022

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Il “Focu di Muncibeddu” incendia ancora il ricordo di Vito Mercadante.

Come oggi era il  28 settembre ma  del 1936 quando Vito Mercadante (Prizzi, 13 luglio 1873 – Palermo, 28 novembre 1936) sindacalista e poeta italiano, morì. Vito Mercadante nacque a Prizzi (PA) il 13 luglio 1873. Compì gli studi elementari a Prizzi. Frequentò le scuole secondarie a Palermo, dove visse il resto della sua vita. Non potendo terminare gli studi di ingegneria per motivi familiari, lavorò come impiegato presso le Ferrovie dello Stato. Aderì al Sindacalismo rivoluzionario e alle teorie politiche di Georges Eugène Sorel. Fondò e diresse il Gruppo Sindacalista Rivoluzionario di Palermo. Favorì l’incontro fra intellettuali di città e dirigenti del movimento contadino dell’interno (Nicola Alongi, Nicola Barbato, Bernardino Verro ecc.) per l’unità fra classe operaia e contadini. Collaborò alla redazione della stampa sindacal-rivoluzionaria siciliana (“Il Germe”, “L’Avanguardia sindacale”, “L’Avanguardia proletaria”). Scrisse l’opuscolo “La ferrovia ai ferrovieri”, con prefazione di Vilfredo Pareto e Nota di Sorel. Svolse un’intensa attività nell’Unione Sindacale Italiana (ferrovieri). Fu fondatore della cooperativa Panormus che costruì parecchie palazzine in stile Liberty. La sua massima opera poetica è “Focu di Muncibeddu”, pubblicata nel 1910. Alla vigilia della prima guerra mondiale seguì l’interventismo ma nel dopoguerra fu antifascista. Nel 1927 pubblico una commedia dialettale, “Mastru Mircuriu”. Morì a Palermo il 28 novembre del 1936. Della sua poesia si sono interessati i critici Guglielmo Lo Curzio e Antonio Verzera.

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